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Contestazione chiamate

L'anno scorso giocai una partita di quarta categoria. Il mio avversario contestava le mie chiamate, dicendo che non le chiamavo correttamente. Siccome non si fidava oltrepassava anche la rete venendo dalla mia parte del campo, poi segnava il segno con la racchetta dicendomi che la palla giusta era quella (tipico comportamento da torneo di quarta...) e io invece gli dicevo che era quella di fianco, cioè quella fuori. Io ero ben sicuro delle mie chiamate, a volte aspettavo un pò per dirgli il segno, ma nella norma in quanto arrivando in corsa, percepivo la palla fuori ma per segnare il segno un pò di tempo occorre. La mia domanda è, il suo comportamento era lecito? Poteva oltrepassare la mia metà campo? Come mi sarei dovuto comportare?

Dalla domanda deduco che l'arbitro non c'era e che quindi si applicava il "Codice di arbitraggio senza arbitro".
Detto codice indica che ciascuno dei due giocatori è l'arbitro dalla sua parte del campo, per cui contestarne le chiamate equivale a contestare le chiamate dell'arbitro, cosa palesemente non consentita.Il comportamento del suo avversario era pertanto illecito. Il codice si applica con la premessa della lealtà dei due avversari; se non c'è tale lealtà, è necessario chiamare il GA e proseguire l'incontro con un arbitro.

 

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